mitocondri

Segnalazione della melatonina e funzione di protezione cellulare.

Oltre al suo ben noto ruolo regolatore del ritmo circadiano, la melatonina, ormone della ghiandola pineale, ha altre funzioni biologiche e un metabolismo distinto in vari tipi di cellule e tessuti periferici. In diversi tessuti e organi, è stato descritto che la melatonina agisce come agente paracrino, intracrino e autocrino con funzioni omeostatiche complessive ed effetti pleiotropici che includono la protezione delle cellule e un fattore di prosurvival.

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Mitocondri: luogo di nascita, terreno di battaglia e sede del metabolismo della melatonina nelle cellule.

È stata una scoperta sorprendente quando si è scoperto che i mitocondri, in quanto centrali energetiche delle cellule, sintetizzano anche il potente antiossidante mitocondriale, la melatonina. L’enzima sintetico della melatonina, la serotonina N-acetiltransferasi (SNAT), è stato trovato nella matrice e nello spazio intermembrana dei mitocondri.

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Protezione mitocondriale quotidiana e stagionale: Svelare i possibili meccanismi comuni che coinvolgono la vitamina D e la melatonina.

Da un punto di vista evolutivo, la vitamina D e la melatonina sono comparse molto presto e condividono funzioni legate ai meccanismi di difesa. Nell’attuale contesto clinico, la vitamina D è associata esclusivamente al metabolismo fosfocalcico. La melatonina, invece, ha effetti cronobiologici e influenza il ciclo sonno-veglia.

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La melatonina, mirando al sistema di difesa dell’ospite e al salvataggio dei mitocondri compromessi per aumentare la tolleranza contro gli agenti patogeni, può influire sull’esito dell’infezione virale mortale pertinente a COVID-19

La lotta alle malattie infettive, in particolare alle infezioni virali, è un compito impegnativo per la salute umana. Prendere di mira gli agenti patogeni o l’ospite sono strategie diverse, ma con uno scopo identico, ossia frenare la diffusione dell’agente patogeno e curare la malattia. Sembra che l’individuazione di un ospite per aumentare la tolleranza contro gli agenti patogeni possa essere un vantaggio sostanziale ed è una strategia utilizzata nell’evoluzione.

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La malattia da Coronavirus 2019 (COVID-19): Enfasi chiave sulla sicurezza e sull’efficacia terapeutica della melatonina

Le infezioni virali costituiscono una convulsione tettonica nella normofisiologia degli ospiti. L’attuale pandemia di coronavirus 2019 (COVID-19) non fa eccezione e quindi l’infezione da coronavirus della sindrome respiratoria acuta grave 2 (SARS-CoV-2), come qualsiasi altro microbo invasore, mette in atto una risposta immunitaria generalizzata una volta che il virus entra in contatto con l’organismo.

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Una revisione dei potenziali effetti della melatonina sulle attività redox mitocondriali compromesse nei pazienti anziani con COVID-19

La melatonina, un’indoleamina endogena, è una molecola antiossidante e antinfiammatoria ampiamente distribuita nell’organismo. Regola efficacemente le citochine pro-infiammatorie e anti-infiammatorie in varie condizioni fisiopatologiche. Il ritmo della melatonina, fortemente associato alle lesioni ossidative e alla disfunzione mitocondriale, si osserva anche durante il processo biologico dell’invecchiamento. I livelli di melatonina diminuiscono notevolmente con l’età e sono correlati a numerose malattie legate all’età.

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Processi fisiologici alla base dei benefici e delle interazioni ubiquitarie di melatonina, butirrato e tè verde nelle condizioni neurodegenerative

Nutraceutici e via melatonergica Cresce l’insoddisfazione per la mancanza di progressi nel trattamento delle patologie neurodegenerative, come il morbo di Alzheimer, il morbo di Parkinson e la sclerosi laterale amiotrofica. Nessun farmaco attuale ha un impatto significativo sui cambiamenti fisiopatologici che si verificano in queste condizioni neurodegenerative. Più promettente è stato l’utilizzo di prodotti nutraceutici,

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