Nel diabete mellito di tipo 2 (T2DM) e nei disturbi a esso correlati, come l’obesità, l’elaborazione anomala delle proteine, lo stress ossidativo e le citochine proinfiammatorie determinano l’attivazione di vie infiammatorie che portano a un’infiammazione cronica di basso grado e all’insulino-resistenza (IR) in periferia e a un’alterata segnalazione neuronale dell’insulina nel cervello. Gli studi hanno dimostrato che questa infiammazione e l’alterata segnalazione dell’insulina contribuiscono allo sviluppo della malattia di Alzheimer (AD). Pertanto, sono necessarie nuove strategie terapeutiche per il trattamento del T2DM e dell’AD correlato al T2DM. La melatonina è nota soprattutto per il suo ruolo circadiano che trasmette il messaggio dell’oscurità e induce le funzioni fisiologiche dello stato notturno. Oltre agli effetti legati al ritmo, la melatonina ha proprietà antinfiammatorie e antiossidanti. I livelli di melatonina sono downregolati nei disturbi metabolici con IR e l’attivazione della segnalazione della melatonina ritarda la progressione della malattia. Lo scopo di questa rassegna è quello di evidenziare le potenzialità terapeutiche della melatonina nel prevenire l’accelerazione dell’AD nei soggetti affetti da T2DM attraverso i suoi meccanismi terapeutici, tra cui gli effetti antiossidativi, antinfiammatori, il ripristino della funzione mitocondriale e della sensibilità all’insulina.
Study: Il ruolo della melatonina nel trattamento del diabete mellito di tipo 2 e della malattia di Alzheimer
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Int J Biol Sci. 2022 Jan 1;18(3):983−994.