Study: Il recettore MT1 della melatonina come nuovo bersaglio in neuropsicofarmacologia: Ligandi MT1, implicazioni e prospettive fisiopatologiche e terapeutiche.

Autore/i:
Comai S
In: Pharmacol Res. 2019 Jun;144:343-356.
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https://doi.org/10.1016/j.phrs.2019.04.015

La melatonina (MLT), un neuromodulatore che agisce principalmente attraverso due recettori accoppiati a proteine G MT1 e MT2, regola molte funzioni cerebrali, tra cui i ritmi circadiani, l’umore, il dolore e il sonno. La MLT e gli agonisti non selettivi dei recettori MT1/MT2 sono utilizzati clinicamente nei disturbi neuropsichiatrici e/o del sonno.

Tuttavia, i ruoli selettivi dei recettori MT1 e MT2 devono essere chiariti. In questa sede, esaminiamo il ruolo del recettore MT1 in neuropsicofarmacologia, descriviamo la localizzazione anatomica dei recettori MT1 nel cervello, discutiamo la chimica dei medicinali, la biochimica e gli aspetti molecolari del recettore ed esploriamo le scoperte che collegano i recettori MT1 ai disturbi psichiatrici e neurologici. I recettori MT1 sono localizzati in regioni cerebrali che regolano i ritmi circadiani, il sonno e l’umore, come il nucleo soprachiasmatico, la corteccia, l’ippocampo, il nucleo del rafe dorsale e l’ipotalamo laterale. La loro attivazione modula le vie di segnalazione intracellulari che vengono prese di mira anche dagli psicofarmaci, compresi gli antidepressivi e gli stabilizzatori dell’umore. I topi knockout del recettore MT1 mostrano un aumento dell’ansia, un fenotipo simile alla depressione, una maggiore propensione alla ricompensa e alla dipendenza e una riduzione del sonno Rapid-Eye-Movement. Queste disfunzioni comportamentali sono associate ad alterazioni delle neurotrasmissioni serotoninergiche e noradrenergiche.

Diversi studi indicano che il recettore MT1, piuttosto che MT2, è implicato nella regolazione del ritmo circadiano. È stato proposto anche il coinvolgimento dei recettori MT1 nelle malattie di Alzheimer e Huntington. Studi post mortem su pazienti depressi hanno ulteriormente confermato il possibile coinvolgimento dei recettori MT1 nella depressione. Nel complesso, esistono prove sostanziali che indicano un ruolo dei recettori MT1 nella modulazione delle funzioni cerebrali e dell’umore. Di conseguenza, questo sottotipo di recettore MLT merita di essere ulteriormente esaminato come nuovo bersaglio per lo sviluppo di farmaci neuropsicofarmacologici.

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