La pandemia di COVID-19 ha un alto tasso di mortalità e sta colpendo praticamente tutta la popolazione mondiale. La principale causa di morte è la sindrome respiratoria acuta grave, conseguenza di una risposta infiammatoria esacerbata accompagnata da uno stress ossidativo incontrollato e da una reazione infiammatoria a livello polmonare.
Finora non esiste un trattamento specifico e definitivo per questa patologia che preoccupa la popolazione mondiale, soprattutto gli adulti più anziani che costituiscono il principale gruppo a rischio. In questo contesto, risulta di particolare interesse la valutazione dell’efficacia degli agenti farmacologici esistenti che possono essere utilizzati per superare o attenuare la gravità di questa complicanza polmonare che ha stroncato la vita di molte persone in tutto il mondo.
La vitamina D e la melatonina potrebbero essere buone opzioni per raggiungere questo obiettivo, tenendo conto che hanno molti meccanismi di base condivisi che sono in grado di modulare e controllare adeguatamente la risposta immunitaria e ossidativa contro l’infezione da COVID-19, forse anche attraverso un’interazione sinergica. L’esaltazione del sistema renina-angiotensina, con la conseguente risposta infiammatoria, ha un ruolo di primo piano nella fisiopatologia dell’infezione da COVID-19; inoltre, può essere down-regolato dalla vitamina D e dalla melatonina in molti organi. Pertanto, è essenziale analizzare anche questa potenziale associazione terapeutica e la sua relazione con il RAS come parte di questo nuovo approccio.