Quadro generale
È stato suggerito che una ritmicità circadiana sana sia correlata a uno stato migliore dei pazienti con lesioni cerebrali e sostenga l’emergere della coscienza in gruppi di pazienti caratterizzati da una relativa instabilità della stessa, come i pazienti con disturbi della coscienza (DOC).
Metodi
Andando oltre gli studi precedenti, è stata adottata una prospettiva a livello di sistema e, utilizzando una modellazione multilivello, è stato valutato il valore predittivo congiunto di tre indici di integrità del ritmo circadiano derivati dalle variazioni della temperatura cutanea, dalla secrezione di melatoninsolfato e dai modelli di attività fisica (actigrafia del polso) per lo stato valutato dal punto di vista comportamentale [punteggio della Coma Recovery Scale – Revised (CRS-R)] dei pazienti con DOC [13 sindrome da veglia non responsiva; sette stato minimamente cosciente (exit)]. Inoltre, è stato valutato in un sottoinsieme di 16 pazienti se il repertorio comportamentale dei pazienti (punteggio CRS-R) variasse (i) con l’ora del giorno o (ii) con lo scostamento dalla temperatura corporea massima (BTmax ), cioè quando ci si aspetta che le prestazioni cognitive raggiungano il picco.
Risultati
I risultati rivelano che una migliore integrità dei ritmi circadiani di melatoninsolfato e temperatura è correlata a un repertorio comportamentale più ricco. Inoltre, punteggi CRS-R più elevati sono, per tendenza, correlati a valutazioni che avvengono in un momento successivo della giornata o che si discostano meno dall’orario prestabilito di comparsa del BTmax.
Conclusioni
In conclusione, i risultati suggeriscono che gli approcci terapeutici volti a migliorare i ritmi circadiani nei pazienti cerebrolesi sono promettenti e dovrebbero essere implementati negli ospedali o nelle case di cura. Inoltre, potrebbe essere utile programmare le procedure diagnostiche e le terapie intorno al BTmax (pre-valutato) (≈4 pm in individui sani), poiché questo è il momento in cui i pazienti dovrebbero essere più reattivi.