Obiettivi
Il nostro studio si proponeva di valutare l’impatto di una notte di soppressione del sonno a onde lente (SWS) sulla tolleranza al glucosio e di esplorare se la melatonina svolge un ruolo nella compromissione della tolleranza al glucosio dopo la soppressione del SWS.
Metodi
In totale, 20 volontari hanno partecipato a due sessioni sperimentali: una sessione con soppressione della SWS durante una notte di sonno e una sessione con una notte di sonno regolare (controllo). Ogni sessione prevedeva la raccolta di sette campioni salivari. Il mattino seguente è stato eseguito un test di tolleranza al glucosio orale (OGTT).
Risultati
Gli effetti della soppressione della SWS dipendevano dalla risposta individuale della glicemia all’OGTT. Durante la sessione di controllo, i “rispondenti” (N = 11) presentavano già una bassa tolleranza al glucosio, che è ulteriormente diminuita dopo la soppressione della SWS. I “non responder” (N = 9) presentavano un’elevata tolleranza al glucosio in entrambe le condizioni. Tra i responder, la soppressione della SWS ha portato a un aumento della melatonina al momento del risveglio, mentre nei non-responder la melatonina è aumentata durante la prima metà della notte. In entrambe le condizioni, i responder erano caratterizzati da un tempo totale di sonno (TST) più breve e da una minore quantità di sonno con movimento rapido degli occhi (REM). Durante la soppressione dell’SWS, avevano una maggiore quantità di sonno non rapido (NREM) di fase 1 e una veglia notturna più lunga. I rispondenti e i non rispondenti hanno mostrato una quantità comparabile di SWS.
Conclusioni
Questo studio evidenzia tre risultati chiave: primo, la soppressione della SWS porta a un aumento della melatonina salivare; secondo, l’effetto della melatonina sulla tolleranza al glucosio dipende dai tempi di secrezione; terzo, la durata del sonno REM e dei risvegli notturni sembra giocare un ruolo importante nella secrezione di melatonina e nella tolleranza al glucosio, indicando la potenziale rilevanza clinica di questi risultati per la valutazione del rischio di diabete di tipo 2.