La qualità degli ovociti in metafase II si deteriora rapidamente dopo l’ovulazione come risultato di un processo di invecchiamento associato a un potenziale fecondante ridotto, a un’alterata competenza di sviluppo e a una maggiore probabilità di riassorbimento embrionale.
Poiché lo stress ossidativo accelera l’insorgenza dell’apoptosi negli ovociti e influenza la loro capacità di fecondazione, questo studio mirava a caratterizzare l’importanza di tale stress nell’invecchiamento postovulatorio degli ovociti di topo in vitro. Abbiamo analizzato la capacità della melatonina, potente antiossidante, di arrestare il processo di invecchiamento quando viene utilizzata per integrare il terreno di coltura degli ovociti.
Questo studio ha dimostrato che lo stress ossidativo può verificarsi negli ovociti già dopo 8 ore di coltura e coincide con la comparsa di marcatori apoptotici precoci, come l’esternalizzazione della fosfatidilserina, seguita 16 ore dopo dall’attivazione delle caspasi (P < 0,05) e dall’evidenza morfologica della senescenza degli ovociti. È importante notare che l’integrazione del terreno di coltura degli ovociti con 1 mM di melatonina è stata in grado di alleviare significativamente la comparsa dello stress ossidativo in funzione del tempo negli ovociti (P < 0,05) e, di conseguenza, di ritardare significativamente l’insorgenza dell’apoptosi (P < 0,05). Inoltre, l’integrazione di melatonina ha prolungato la finestra ottimale per la fecondazione di ovociti invecchiati per 8 e 16 ore in vitro (P < 0,05) e ha migliorato significativamente la qualità degli embrioni risultanti (P < 0,01).
Concludiamo che la melatonina può essere uno strumento utile in ambito clinico per prevenire il deterioramento tempo-dipendente della qualità degli ovociti in seguito a coltura prolungata in vitro.